• ledisobbedienti@outlook.com

Archivio dei tag #hermanayositecreo #corpodidonna #oltrelacolpa

Oltre la colpa

Sorella, io si ti credo.

Parole che risuonano come una melodia amara.

Parole lanciate nelle piazze, tra i corpi delle donne, a ricordare che “siamo”.

Parole che in questi giorni stanno provando a r-esistere e a costruire una storia diversa per quella ragazza di diciott’anni, che nel suo corpo-mente porterà i segni di una violenza perpetrata più e più volte, e non solamente da quel branco di maschi che ha visto in lei un oggetto per il proprio soddisfacimento personale; ma anche e soprattutto da chi ha deciso che la sua “opposizione” non è stata abbastanza e quindi, in qualche modo “colpevole” dell’accaduto.

Ed ecco che ritorna puntuale e senza sconti una parola che pare sia stata incisa nella nostra carne dalla notte senza tempo: la colpa.

Quando ripenso alle donne che ho incontrato nella mia vita, ma anche quando ripenso alla mia stessa vita, è come se potessi vedere materializzarsi quella colpa, come un velo nero che copre, come un macigno che schiaccia e immobilizza, come una mannaia perenne sulla testa.

Penso a tutta quella colpa che ci portiamo addosso, e  penso che non è difficile vedere il filo rosso che  rintraccia l’origine, il punto di partenza inequivocabile: il corpo di donna.

E su quei corpi che possono generare vita (reale o simbolica) che la società da sempre decide e amministra, comanda e dispone, senza chiedere e senza permesso. Per secoli, infatti, ci hanno detto come e cosa sentire, quali desideri avere, come e quando essere o non essere madri, cosa indossare e cosa non mostrare, quali strade percorrere o che comportamenti tenere. E su quei corpi che si sono consumate battaglie private e pubbliche, che sono state emesse sentenze fuori e dentro i tribunali.

E su quei corpi che hanno provato, e provano a mantenere il potere e quando non ci riescono, ti ammazzano il corpo e ti ammazzano l’anima.

Ritorno a guardare le immagini delle donne spagnole e vedo i loro corpi e sento le lo grida e penso che non possiamo arrenderci. Sento nel mio corpo di donna la responsabilità di quella parola che cura, di quello sguardo che accoglie, di quel corpo che è presente e che legittima il dolore e restituisce dignità e dice: sorella, io si ti credo ovunque, comunque, sempre.

 

(Foto della manifestazione del “El movimiento feminista de Euskal Herria” dopo la sentenza “La Manada” de Navarra)