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Rossella

Sono sempre stata una bambina obbediente, sempre al mio posto, senza mai sgarrare di una virgola rispetto a ciò che tutti si aspettavano da me. Ricordo sempre le parole della mia maestra: “Rossella ha le tre B: è buona, è brava, è bella” e questo ero. Questo DOVEVO essere. Sempre. Anche quando ero arrabbiata, quando ero triste, quando non avevo voglia.. Io DOVEVO essere buona, brava e bella. Dovevo obbedire a questa etichetta, alle aspettative tutti. Sono la quarta figlia femmina, non voluta, ma soprattutto l’ultima delusione per una donna che evidentemente sperava in un maschietto. E così da quando sono nata, ho capito che non dovevo dare fastidio, che non potevo creare problemi. Mai un capriccio, mai una pretesa, mai un vestito nuovo o un giocattolo nuovo. Soffrivo ma non lo davo a vedere. Obbedivo a ciò che il mio ambiente si aspettava da me, nel tentativo costante di non deludere nessuno.

Poi sono diventata una ragazza. Senza mai passare per l’adolescenza, per la ribellione. Non potevo.

Ricordo perfettamente il giorno in cui scrissi sulla pagina del mio quaderno: io me ne vado da questa casa! Lo scrissi con tale forza che il foglio si bucò. Era una promessa. E le promesse le ho sempre mantenute. Da brava obbediente. E così sono partita per studiare a Firenze: a 19 anni cominciò la mia adolescenza, finalmente! Avevo tutta la libertà, talmente tanta libertà che mi sono persa.

Proprio allora, siccome la vita è fantasiosa, è arrivata la malattia e poi la morte di mio padre. E così la ribellione aveva tutti gli ingredienti per diventare una rivoluzione. Perché adesso ce l’avevo pure con dio (a cui fino ad allora avevo obbedito ciecamente! Ovvio!). Evito di raccontare tutti i pericoli e le situazioni borderline che ho sfiorato in quegli anni…

A un certo punto sono giunta all’età adulta,  stranamente pseudo-indenne, con tutte le rotelle al loro posto (credo).

Sono diventata una donna, una mamma.

Per me è ancora difficile disobbedire. Soprattutto a quella voce interiore che mi dice: non ci provare nemmeno, tanto non sei capace!

E invece disobbedisco, faccio fatica ma disobbedisco! Ed oggi se dovessi fare un augurio alla mia piccola donna le direi:

Figlia mia, hai 5 anni e sei già così ribelle: adoro questo lato di te. E mi fa anche tanta paura

Sarò in grado di proteggerti dai mali di questo mondo? Certamente no!

Sarò in grado di fornirti gli strumenti x proteggerti da sola? Questo forse sì. Ma solo con il mio esempio. Allora, figlia mia, guardami. Guardami mentre lotto, mentre disobbedisco a chi vuole sabotarmi, mentre canto, mentre piango. Guardami mentre ho paura ma faccio lo stesso quello che è giusto fare. Guardami, figlia mia, mentre sbaglio e soffro, mentre faccio la cosa giusta e mentre non so che fare

Guardami, figlia mia, mentre ti guardo e ti rispetto e ti voglio viva!